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24/06/2009
Il cattolico e il musulmano
riflessioni, libri, religione, lettura

Questo brano è sempre tratto dallo splendido libro "Come il fiume che scorre" di Paulo Coelho.
Ecco uno dei capitoli intitolato "Il cattolico e il musulmano"
.

Conversavo a pranzo con un sacerdote cattolico e un ragazzo musulmano. Quando il cameriere passava con un vassoio, si servivano tutti, a eccezione del musulmano, che osservava l'annuale digiuno prescritto dal Corano.
Quando il pranzo terminò e le persone uscirono, uno degli invitati non tralasciò di provocare:"Guarda come sono fanatici i musulmani!Meno male che non avete nulla in comune con loro."
"Sì che l'abbiamo", disse il prete. "Lui cerca di servire Dio tanto quanto me. Semplicemente seguiamo regole diverse."
E concluse:"Peccato che le persone vedano solo le differenze che le separano. Se osservassero con più amore, vedrebbero soprattutto ciò che c'è in comunque tra loro, e metà dei problemi del mondo sarebbe risolta."

© Paulo Coelho 2006


Pensiero di Mennyyy
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{PACE}

24/06/2009
Grazie, presidente Bush
america, immagini, riflessioni, libri, pace, guerra, lettura, onu , presidente, ingiustizie

http://www.smh.com.au/ffximage/2005/02/11/iraq_bomb_wideweb__430x282.jpg

Sto leggendo Come il fiume che scorre, di Paulo Coelho. E' un libro che vi consiglio di leggere... Coelho racconta le sue esperienze insieme a leggende e riflessioni su vari fatti comuni a tutti.
Tra le pagine di questo libro ho trovato un capitolo interessante: "Grazie, presidente Bush". Vi trascrivo ciò che c'è scritto. Leggete sino infondo perchè non è come sembra all'inizio!

Questo fu pubblicato su un portale inglese l'8 settembre 2003, due settimane prima dell'invasione dell'Iraq, e per tutto il mese fu l'articolo sulla guerra più letto (approssimativamente 500 milioni di lettori)

Grazie Presidente Bush. Grazie, grande leader George W. Bush. Grazie di aver mostrato a tutti il pericolo che Saddam Hussein rappresenta. Molti di noi avrebbero potuto altrimenti dimenticare che ha utilizzato armi chimiche contro il suo popolo, contro i curdi e contro gli iraniani. Hussein è un dittatore sanguinario e una delle più chiare espressioni del male al giorno d'oggi. Ma questa non è la sola ragione per cui la ringrazio. Nei primi due mesi del 2003 ha mostrato al mondo molte altre cose importanti e perciò merita la mia gratitudine. Così, ricordando una poesia che ho imparato da bambino, voglio dirle grazie. Grazie di aver mostrato a tutti che il popolo turco e il suo parlamento non sono in vendita, neanche per 26 miliardi di dollari. Grazie di aver rivelato al mondo l'abisso che esiste tra le decisioni di coloro che sono al potere e i desideri del popolo. Grazie di aver messo in evidenza che né José Maria Aznar né Tony Blair danno la minima importanza né mostrano il minimo rispetto per i voti che hanno ricevuto. Aznar è capace di ignorare che il 90 per cento degli spagnoli sono contro la guerra e Blair è rimasto indifferente alla più grande manifestazione pubblica svoltasi in Inghilterra negli ultimi trent'anni. Grazie di aver costretto Tony Blair a recarsi al parlamento inglese con un dossier falso scritto da uno studente dieci anni fa e di averlo presentato come "prova determinante trovata dal servizio segreto britannico". Grazie di aver permesso che Colin Powell si esponesse al ridicolo mostrando al Consiglio di Sicurezza dell'Onu delle foto che, una settimana dopo, sono state pubblicamente contestate da Hans Blix, l'ispettore responsabile del disarmo dell'Iraq.
Grazie di aver adottato la posizione attuale e di aver pertanto fatto sì che il discorso contro la guerra del ministro degli Esteri francese, Dominique de Villepin, alla sessione plenaria dell'Onu fosse accolto dagli applausi - cosa che, a quanto ne so, è successa solo una volta in precedenza nella storia delle Nazioni Unite, dopo un discorso di Nelson Mandela.
Grazie perché, in seguito ai suoi sforzi in favore della guerra, le nazioni arabe, normalmente divise, nell'incontro al Cairo avvenuto l'ultima settimana di febbraio sono state per la prima volta unanimi nel condannare qualsiasi invasione.
Grazie di aver affermato che "l'Onu ora ha una possibilità di mostrare la sua importanza", affermazione che ha indotto a prendere una posizione contro l'attacco all'Iraq anche i Paesi più riluttanti. Grazie per la sua politica estera che ha spinto il ministro degli Esteri inglese, Jack Straw, a dichiarare nel ventunesimo secolo che "una guerra può avere una giustificazione morale", perdendo in questo modo tutta la credibilità.
Grazie di aver cercato di dividere un'Europa che sta lottando per
l'unificazione: è un avvertimento che non sarà ignorato.
Grazie di aver ottenuto ciò che assai pochi sono riusciti a ottenere in
questo secolo: unire milioni di persone di tutti i continenti nella lotta
per la stessa idea, anche se essa è opposta alla sua.
Grazie di averci dato di nuovo la consapevolezza che le nostre parole, anche
se non saranno udite, almeno sono state pronunciate; questo ci renderà più
forti nel futuro.
Grazie di averci ignorato, di aver emarginato tutti coloro che si oppongono
alla sua decisione, perché il futuro della Terra appartiene agli esclusi.
Grazie perché, senza di lei, non saremmo stati coscienti della nostra
capacità di mobilitazione. Potrebbe non servirci questa volta, ma
sicuramente ci sarà utile in futuro.

Ora che sembra non ci sia modo di zittire i tamburi di guerra, vorrei
ripetere le parole che un antico re europeo disse a un invasore: "Che la
mattina sia bella, che il sole splenda sulle armature dei soldati, perché
nel pomeriggio ti sconfiggerò". Grazie di aver permesso a noi, un esercito
di anonimi che riempie le strade nel tentativo di fermare un processo già
in atto, di capire quel che significa essere impotenti e di imparare a fare
i conti con quella sensazione e a trasformarla. Pertanto si goda la mattina
e la gloria che potrebbe ancora riservarle.
Grazie di non averci ascoltato e di non averci preso sul serio, ma sappia
che noi la ascoltiamo e che non dimenticheremo le sue parole.

Grazie grande
leader George W. Bush.
Molte grazie.
Paulo Coelho


Pensiero di Mennyyy
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{PACE}

21/06/2009
Killed without reason
palestina, immagini, israele, guerra, links, ingiustizie, gaza

http://www.thegaza.org/gaza/images/bus1.jpg

www.thegaza.org


Pensiero di Mennyyy
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{PACE}

30/05/2009
I morti in guerra nel 2008
palestina, israele, notizie, guerra, statistiche, links, lettura, ingiustizie, gaza

I morti in guerra nel 2008 sono stati più di 40.000

Post n°1061 pubblicato il 09 Gennaio 2009 da kudablog

Ieri sera a Blob hanno trasmesso un intervento di un fondamentalista sionista intervistato su Studio Aperto o TG4 che sosteneva che 700 morti in Palestina, per la stampa mondiale contano di più di 70.000 morti del Darfur di cui non parla nessuno. A parte l'assurdità dell'affermazione, mi è venuta però voglia di vedere quanti sono stati i morti nelle battaglie del 2008 e ho trovato questo resoconto di Peacereporter con molte sorprese:

Sri Lanka: i morti sono stati almeno 11.144
Iraq: i morti sono stati almeno
10.872
Afghanistan: i morti sono stati almeno
6.457
Pakistan Talebani: i morti sono stati almeno
5.735
Rep. Dem. Congo: i morti sono stati almeno
3.047
Somalia: i morti sono stati almeno
1.441
Sudan: i morti sono stati almeno
1.273
Israele-Palestina: i morti sono stati almeno
878
India Nordest: i morti sono stati almeno
846
Filippine Milf: ii morti sono stati almeno
748
India Naxaliti: i morti sono stati almeno
638
Nord Caucaso: i morti sono stati almeno
619
Turchia: i morti sono stati almeno
587
India Kashmir: i morti sono stati almeno
573
Nigeria: i morti sono stati almeno
519
Thailandia del sud: i morti sono stati almeno
363
Filippine Npa: i morti sono stati almeno
272
Colombia: i morti sono stati almeno
257
Pakistan Balucistan: i morti sono stati almeno
254

Quali sorprese?
Prima di tutto che il primo conflitto per numero di morti è il più ignorato dai media cioè lo Sri Lanka, poi il numero di conflitti di cui molti, per noi, praticamente non esistono: Somalia, India, Turchia, Thailandia, Filippine, Nigeria. Chi saprebbe dirmi due parole su chi o per cosa combatte? E poi che il Darfur, che è una grande emergenza umanitaria, per fortuna è notevolmente rientrato dal punto di vista dei morti, fatto che mi convince ancora di più della mia idea che sia una guerra fondamentalmente economica. Infine la Palestina se si calcola che tutti i morti sono avvenuti nella Striscia di Gaza, che è lunga una quarantina di chilometri, e che sono stati ad opera di un esercito regolare di uno stato che aspira ad entrare nell'Unione Europea... bhè la cosa fa molto pensare.

Ah, un'ultima cosa: nessuno di questi conflitti si è risolto nel 2008, segno che sparare non porta a nessuna soluzione.

 

FONTE: blog.libero.it/KudaBlog/6265741.html


Pensiero di Mennyyy
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{PACE}

19/05/2009
_
onu

Ma l'ONU a che serve?


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{PACE}