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Ho trovato per caso questa canzone di Declan Galbraith (che ora è già grande :P) che mi è piaciuta moolto. Non perchè sia cantata da un bambino, perchè.. Beh, il testo non è stato scritto da lui e varie cose. La posto per appunto il testo e quelle immagini che scorrono di fianco al piccolo cantante.
Vi traduco il testo, anche se sono staaaanca =D Prima c'è la strofa in inglese poi, in grassetto, in italiano.
In my dream children sing a song of love for every boy and girl
The sky is blue and fields are green and laughter is the language of the world
Then I wake and all I see is a world full of people in need
Nei miei sogni i bambini cantano canzoni d'amore per tutti i bambini e le bambine
Il cielo è blu e i campi sono verdi e sorridere è il linguaggio del mondo
Poi mi sveglio e vedo che questo è un mondo pieno di persone bisognose
Tell me why (why) does it have to be like this?
Tell me why (why) is there something I have missed?
Tell me why (why) cos I don't understand.
When so many need somebody we don't give a helping hand.
Tell me why?
Spiegatemi perchè deve essere così Spiegatemi perchè c'è qualcosa che io mi sono perso Spiegatemi perchè, perchè io non capisco
Quando molti hanno bisogno di qualcuno noi non diamo loro una mano. Spiegatemi perchè
Everyday I ask myself what will I have to do to be a man?
Do I have to stand and fight to prove to everybody who I am?
Is that what my life is for to waste in a world full of war?
Ogni giorno mi chiedo cosa dovrò fare per essere un uomo
Dovrò alzarmi e combattere per provare a tutti chi sono?
E' questo che la mia vita deve sprecare in un mondo pieno di guerra?
Tell me why (why) does it have to be like this?
Tell me why (why) is there something I have missed?
Tell me why (why) cos I don't understand.
When so many need somebody we don't give a helping hand.
Tell me why?
Spiegatemi perchè deve essere così Spiegatemi perchè c'è qualcosa che io mi sono perso Spiegatemi perchè, perchè io non capisco
Quando molti hanno bisogno di qualcuno noi non diamo loro una mano. Spiegatemi perchè
Tell me why (why) does it have to be like this?
Tell me why (why) is there something I have missed?
Tell me why (why) cos I don't understand.
When so many need somebody we don't give a helping hand.
Spiegatemi perchè deve essere così Spiegatemi perchè c'è qualcosa che io mi sono perso Spiegatemi perchè, perchè io non capisco
Quando molti hanno bisogno di qualcuno noi non diamo loro una mano.
Tell me why (why,why,does the tiger run)
Tell me why (why why do we shoot the gun)
Tell me why (why,why do we never learn)
Can someone tell us why we let the forest burn?
Spiegatemi perchè (perchè, perchè la tigre corre?) Spiegatemi perchè (perchè, perchè dobbiamo sparare un colpo di pistola?) Spiegatemi perchè (perchè, perchè noi non impareremo mai?)
Qualcuno ci può spiegare perchè lasciamo la foresta bruciare?
(why,why do we say we care)
Tell me why (why,why do we stand and stare)
Tell me why (why,why do the dolphins cry)
Can some one tell us why we let the ocean die ?
(perchè, perchè dobbiamo dire che ci importa?) Spiegatemi perchè (perchè, perchè dobbiamo alzarci e bloccarci?) Spiegatemi perchè (perchè, perchè i delfini piangono?)
Qualcuno ci può spiegare perchè lasciamo l'oceano morire?
(why,why if we're all the same)
tell me why (why,why do we pass the blame)
tell me why (why,why does it never end)
can some one tell us why we cannot just be friends?
(perchè, perchè, se noi siamo tutti uguali?)
Spiegatemi perchè (perchè, perchè diamo la colpa agli altri?) Spiegatemi perchè (perchè, perchè non finirà mai?)
Qualcuno ci può spiegare perchè non possiamo essere semplicemente amici?
NEWSLETTER DI FORUMPALESTINA
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UN NUOVO ANNO DI SOLIDARIETA’ CON LA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE
Sabato 17 ottobre riunione nazionale del Forum Palestina
A quasi un anno dall’attacco israeliano contro la Striscia di Gaza, continuano l’assedio e il lento genocidio della popolazione palestinese. La ricostruzione non è mai iniziata perché, nonostante le roboanti promesse dei governi (compreso quello italiano), l’assedio imposto da Israele si è fatto sempre più feroce, rendendo la situazione umanitaria ancora più drammatica e ancora più pesante la responsabilità della “comunità internazionale” che con l’ultimo rapporto dell’ONU, il rapporto Goldstone, ripropone la consueta ipocrisia dell’equidistanza tra il popolo oppresso e il suo oppressore.
Parallelamente allo strangolamento di Gaza, lo Stato sionista ha portato avanti la pulizia etnica in Cisgiordania, sempre più spesso affidata alle squadracce paramilitari delle colonie in via di ampliamento, mentre le città e i villaggi palestinesi sono ormai ridotti a gabbie completamente circondate dal Muro dell’Apartheid.
Nonostante l’evidente complicità del governo e di quasi tutte le forze politiche italiane con lo Stato sionista, in questi mesi il movimento di solidarietà con la resistenza palestinese è riuscito ad intraprendere numerose iniziative, sia sul terreno del sostegno alla società civile palestinese che su quello del boicottaggio di Israele, nel quadro della campagna internazionale BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni). In particolare, la campagna BDS nel mondo sta ottenendo risultati straordinari, ultimo dei quali la decisione del congresso dei sindacati inglesi – il Trade Union Council – di boicottare le merci israeliane e di rivedere le relazioni con il sindacato corporativo israeliano Histadrut, a sua volta complice delle politiche criminali dei governi israeliani.
Nei prossimi mesi, sono previste appuntamenti e mobilitazioni importanti, a partire dalla Gaza Freedom March, che alla fine di dicembre porterà migliaia di persone da tutto il mondo a tentare di spezzare l’assedio di Gaza e il convegno nazionale sul sionismo che si terrà il 28 e 29 novembre nella città di Pisa.
Per organizzare insieme la mobilitazione nel nostro Paese, proponiamo a tutto il movimento di solidarietà con la resistenza palestinese un’assemblea nazionale in coincidenza con la manifestazione nazionale contro il razzismo e le politiche securitarie, sabato 17 ottobre a Roma, alle 10.30, nella sede di Via Giolitti n. 231 (a fianco della stazione Termini).
Una citazione che mi ha fatto sorridere (:
E' di Achille Campanile.
Da che mondo è mondo perché si fanno le guerre? Per assicurarsi la pace. È raro che si faccia una guerra per arrivare alla guerra. […] Se per assicurarsi la pace occorre fare la guerra, non sarebbe meglio rinunziare alla pace? Almeno non si farebbero le guerre. No! Perché se non si fanno le guerre che servono ad evitare le guerre, vengono le guerre.
Sto leggendo Come il fiume che scorre, di Paulo Coelho. E' un libro che vi consiglio di leggere... Coelho racconta le sue esperienze insieme a leggende e riflessioni su vari fatti comuni a tutti.
Tra le pagine di questo libro ho trovato un capitolo interessante: "Grazie, presidente Bush". Vi trascrivo ciò che c'è scritto. Leggete sino infondo perchè non è come sembra all'inizio!
Questo fu pubblicato su un portale inglese l'8 settembre 2003, due settimane prima dell'invasione dell'Iraq, e per tutto il mese fu l'articolo sulla guerra più letto (approssimativamente 500 milioni di lettori)
Grazie Presidente Bush. Grazie, grande leader George W. Bush. Grazie di aver mostrato a tutti il pericolo che Saddam Hussein rappresenta. Molti di noi avrebbero potuto altrimenti dimenticare che ha utilizzato armi chimiche contro il suo popolo, contro i curdi e contro gli iraniani. Hussein è un dittatore sanguinario e una delle più chiare espressioni del male al giorno d'oggi. Ma questa non è la sola ragione per cui la ringrazio. Nei primi due mesi del 2003 ha mostrato al mondo molte altre cose importanti e perciò merita la mia gratitudine. Così, ricordando una poesia che ho imparato da bambino, voglio dirle grazie. Grazie di aver mostrato a tutti che il popolo turco e il suo parlamento non sono in vendita, neanche per 26 miliardi di dollari. Grazie di aver rivelato al mondo l'abisso che esiste tra le decisioni di coloro che sono al potere e i desideri del popolo. Grazie di aver messo in evidenza che né José Maria Aznar né Tony Blair danno la minima importanza né mostrano il minimo rispetto per i voti che hanno ricevuto. Aznar è capace di ignorare che il 90 per cento degli spagnoli sono contro la guerra e Blair è rimasto indifferente alla più grande manifestazione pubblica svoltasi in Inghilterra negli ultimi trent'anni. Grazie di aver costretto Tony Blair a recarsi al parlamento inglese con un dossier falso scritto da uno studente dieci anni fa e di averlo presentato come "prova determinante trovata dal servizio segreto britannico". Grazie di aver permesso che Colin Powell si esponesse al ridicolo mostrando al Consiglio di Sicurezza dell'Onu delle foto che, una settimana dopo, sono state pubblicamente contestate da Hans Blix, l'ispettore responsabile del disarmo dell'Iraq. Grazie di aver adottato la posizione attuale e di aver pertanto fatto sì che il discorso contro la guerra del ministro degli Esteri francese, Dominique de Villepin, alla sessione plenaria dell'Onu fosse accolto dagli applausi - cosa che, a quanto ne so, è successa solo una volta in precedenza nella storia delle Nazioni Unite, dopo un discorso di Nelson Mandela. Grazie perché, in seguito ai suoi sforzi in favore della guerra, le nazioni arabe, normalmente divise, nell'incontro al Cairo avvenuto l'ultima settimana di febbraio sono state per la prima volta unanimi nel condannare qualsiasi invasione. Grazie di aver affermato che "l'Onu ora ha una possibilità di mostrare la sua importanza", affermazione che ha indotto a prendere una posizione contro l'attacco all'Iraq anche i Paesi più riluttanti. Grazie per la sua politica estera che ha spinto il ministro degli Esteri inglese, Jack Straw, a dichiarare nel ventunesimo secolo che "una guerra può avere una giustificazione morale", perdendo in questo modo tutta la credibilità. Grazie di aver cercato di dividere un'Europa che sta lottando per l'unificazione: è un avvertimento che non sarà ignorato. Grazie di aver ottenuto ciò che assai pochi sono riusciti a ottenere in questo secolo: unire milioni di persone di tutti i continenti nella lotta per la stessa idea, anche se essa è opposta alla sua. Grazie di averci dato di nuovo la consapevolezza che le nostre parole, anche se non saranno udite, almeno sono state pronunciate; questo ci renderà più forti nel futuro. Grazie di averci ignorato, di aver emarginato tutti coloro che si oppongono alla sua decisione, perché il futuro della Terra appartiene agli esclusi. Grazie perché, senza di lei, non saremmo stati coscienti della nostra capacità di mobilitazione. Potrebbe non servirci questa volta, ma sicuramente ci sarà utile in futuro. Ora che sembra non ci sia modo di zittire i tamburi di guerra, vorrei ripetere le parole che un antico re europeo disse a un invasore: "Che la mattina sia bella, che il sole splenda sulle armature dei soldati, perché nel pomeriggio ti sconfiggerò". Grazie di aver permesso a noi, un esercito di anonimi che riempie le strade nel tentativo di fermare un processo già in atto, di capire quel che significa essere impotenti e di imparare a fare i conti con quella sensazione e a trasformarla. Pertanto si goda la mattina e la gloria che potrebbe ancora riservarle. Grazie di non averci ascoltato e di non averci preso sul serio, ma sappia che noi la ascoltiamo e che non dimenticheremo le sue parole. Grazie grande leader George W. Bush. Molte grazie. Paulo Coelho